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El Rosario

La Sierra Campanario si estende tra le montagne del Michoacán, nel cuore dell’altopiano vulcanico del Messico centrale. È un paesaggio di foreste fitte e silenziose, dove gli abeti oyamel, i pini e le querce ricoprono i versanti che salgono dai 2.400 fino a oltre 3.000 metri di altitudine e offrono riparo e protezione a milioni di farfalle monarca (Danaus plexippus) all’interno del Monarch Butterfly Biosphere Reserve di cui fa parte il Rosario Monarch Butterfly Sanctuary

L’oro verde minaccia le foreste di abete sacro, ultimo rifugio delle farfalle monarca
Ogni anno, tra novembre e marzo, milioni di farfalle monarca arrivano nelle foreste di Oyamel della Sierra Campanario dopo una migrazione straordinaria dal Canada e dagli Stati Uniti. Tuttavia, in un paese come il Messico, dove tra il 1994 ed il 2022 la superficie agricola è aumentata del 173% superando i 33 milioni di ettari, di cui più di 256 mila destinati all’avocado, le foreste e le aree protette sono diventate un ostacolo da abbattere a tutti i costi. Comprese quelle di El Rosario.
In Messico, il commercio di legname vanta un 70% di materiale di provenienza illegale e vale circa 3,2 miliardi di dollari. Una volta disboscata, l’area viene data alle fiamme e convertita in piantagioni di avocado gestite dal crimine organizzato. Negli ultimi anni, infatti, complici la sovrapproduzione di foglie di coca in Colombia, che ha distorto i prezzi di mercato, e la concorrenza del fentanyl, i cartelli della droga hanno iniziato a diversificare il proprio business. Così, soprattutto nel Michoacán, la criminalità organizzata ha iniziato a infiltrarsi nell’industria dell’avocado e oggi fino all’80% dei frutteti dello Stato sorgono su terreni provenienti da una qualche forma di uso illegale del suolo ottenuta attraverso l’estorsione e con il benestare di autorità pubbliche corrotte e conniventi.

Per saperne di più leggi l'articolo “Il lato oscuro dell’avocado” di Valeria Barbi su Lucy sui Mondi

Ritorno - El Rosario, Messico 2022

Con un’estensione di meno di due chilometri quadrati, la Riserva accoglie ogni anno milioni di farfalle monarca appartenenti alla generazione conosciuta come “matusalemme”, che con le prime avvisaglie di freddo avevano lasciato il Canada e percorso 5.000 chilometri per svernare e riprodursi in questo piccolo lembo di foresta ad alta quota. Il viaggio di andata e ritorno dura otto mesi, durante i quali nascono e muoiono quattro generazioni di farfalle. Tuttavia, a causa di un letale mix di deforestazione, cambiamenti climatici, diminuzione nella frequenza e abbondanza di piante ospiti nell’area di riproduzione estiva dovuta all’ampio uso di pesticidi, della presenza di infrastrutture come ponti, viadotti o grattacieli di cui è disseminato il loro viaggio verso Sud, e della diminuzione della superficie occupata dalle farfalle nei siti di svernamento, che nel 2023 è calata del 59% rispetto all’anno precedente, la popolazione di farfalle monarca orientale è diminuita di circa l’80% in soli quarant’anni. Un dato, quest’ultimo, che è valso a questi animali l’inserimento nella lista rossa delle specie in via di estinzione stilata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). 

Foto di Davide Agati per WANE – WE Are Nature Expedition

La foto fa parte di The Wild Line, la mostra fotografica di Davide Agati che racconta alcune delle storie raccolte in 22 mesi di reportage sul campo viaggiando dall’Alaska all’Argentina.