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Patanatic

Patanatic è un piccolo villaggio rurale sugli altopiani del Guatemala, vicino al celebre Lago Atitlán e a pochi chilometri da Panajachel. Si trova a circa 1.800 metri di altitudine, immerso tra montagne, foreste e terrazzamenti agricoli ed è abitato da una comunità a forte maggioranza indigena Maya, soprattutto di cultura Kaqchikel e Q’eqchi’ in alcune aree limitrofe. La vita sociale ruota ancora molto attorno alla famiglia allargata, al lavoro collettivo e alle reti comunitarie. Le assemblee locali, i comitati dell’acqua e le cooperative hanno un ruolo importante nella gestione quotidiana del villaggio.

Fili di libertà: l’arte della tessitura Maya come simbolo di identità e strumento di emancipazione femminile
Nella cultura Maya del Guatemala, l’abito tradizionale è una forma di identità, memoria e connessione con la natura. I tessuti vengono ancora spesso realizzati a mano con il telar de cintura (telaio a cintura), una tecnica antichissima tramandata di generazione in generazione. Ogni comunità crea motivi, colori e simboli diversi, capaci di raccontare provenienza, storia e visione del mondo. Sui huipiles le tradizionali bluse che vengono indossate sopra la gonna, compaiono spesso uccelli, montagne, mais, serpenti, stelle e figure geometriche. Non sono decorazioni casuali: rappresentano gli elementi naturali e spirituali che regolano la vita secondo la cosmologia Maya. Il mais, ad esempio, simboleggia la nascita e l’essere umano; gli uccelli richiamano il legame tra terra e cielo; i colori parlano di sole, notte, acqua e fertilità.
La tessitura è anche uno dei principali strumenti storici di autonomia femminile e di trasmissione culturale. Numerosi studi antropologici mostrano che oltre il 70% della produzione tessile tradizionale è realizzata da donne indigene Maya, spesso organizzate in cooperative o reti comunitarie informali, soprattutto negli altopiani occidentali del paese, ed è diventato una delle poche forme di reddito accessibile in contesti rurali segnati da povertà strutturale e limitato accesso all’istruzione formale. Le ricerche sul campo mostrano che la partecipazione a cooperative di tessitrici è associata a un aumento dell’autonomia economica e, in alcuni casi, a un miglioramento dell’accesso all’educazione per le figlie e alla stabilità familiare. Questo avviene perché la vendita dei huipiles e dei tessuti tradizionali permette alle donne di generare reddito diretto, spesso indipendente dagli uomini o dall’agricoltura familiare. In molti casi, il controllo del guadagno rafforza il ruolo decisionale femminile all’interno della famiglia.
Il valore culturale della tessitura maya
Le cooperative di tessitrici non sono solo luoghi di produzione, ma anche spazi di organizzazione sociale. Le donne si incontrano per lavorare, scambiare tecniche, negoziare prezzi e, sempre più spesso, per rivendicare diritti economici e culturali. Questo rafforza la coesione comunitaria e crea reti di solidarietà femminile. Allo stesso tempo, la tessitura diventa una forma di resistenza culturale: i motivi dei tessuti, spesso legati a elementi naturali come mais, uccelli, montagne e cicli agricoli, preservano la cosmovisione Maya e l’identità indigena in un contesto segnato da discriminazione storica e pressioni dell’economia globale. Va notato, però, che se da un lato la crescente domanda internazionale di tessuti Maya ha generato nuove opportunità economiche, dall’altro ha aumentato i rischi di sfruttamento, appropriazione culturale e pressione sui prezzi. Inoltre, il lavoro rimane spesso non pienamente riconosciuto in termini di diritti formali e protezione sociale.

La trama del futuro - Patanatic, Guatemala 2023

Nonostante le dita tozze e corte, Doña Rosa è in grado di intrecciare velocemente aghi di pino per creare ceste e canaste da vendere ai turisti che visitano Patanatic, un piccolo villaggio sulle colline antistanti il Lago Atitlàn. Nel Guatemala moderno, solo 3 bambine su 10 raggiungono la terza elementare e solo 31 donne indigene su 100 sanno leggere e scrivere. L’arte della tessitura è una delle poche tradizioni sopravvissute alla modernità e al tentativo di annientamento culturale post-coloniale. Nella veranda della casa di Doña Rosa, un gruppo di donne sta cercando di garantire un futuro alle proprie famiglie attraverso forme di artigianato che sfruttano elementi tradizionali e naturali. 

Foto di Davide Agati per WANE – We Are Nature Expedition

La foto fa parte di The Wild Line, la mostra fotografica di Davide Agati che racconta alcune delle storie raccolte in 22 mesi di reportage sul campo viaggiando dall’Alaska all’Argentina.

Ixchel - Guatemala 2023

In Guatemala, e nella cultura Maya in generale, la dea dell’arte tessile è Ixchel, conosciuta anche come Chak Chel, divinità dell’amore, della luna, della gravidanza, della medicina e, di tutti i lavori tessili. Le viene attribuita l’invenzione del telar de cintura (telaio a cintura) e il merito di aver insegnato alle donne l’arte della tessitura. Ogni comunità Maya, in Guatemala, possiede il proprio abito tradizionale che è un’espressione vivente dell’identità e dell’arte indigena. Tessuti e colori sono unici per ogni villaggio, con design e ricami che raccontano le credenze sociali e religiose locali e permettono di identificare la provenienza di chi li indossa.

Foto di Davide Agati per WANE – We Are Nature Expedition

La foto fa parte di The Wild Line, la mostra fotografica di Davide Agati che racconta alcune delle storie raccolte in 22 mesi di reportage sul campo viaggiando dall’Alaska all’Argentina.

Merenda - Patanatic, Guatemala 2023

Sotto un grande albero di avocado, una bambina Maya fa una pausa lungo il sentiero che la riporta a casa. Attorno a lei, svariate bottiglie di Coca-Cola, intatte. Ancora oggi, in Guatemala, il 22% della popolazione che vive in città non ha accesso all’acqua potabile. Nelle aree rurali, questa percentuale cresce notevolmente per mancanza di infrastrutture di gestione delle risorse idriche e per la contaminazione delle falde dove finiscono pesticidi, diserbanti e metalli pesanti utilizzati dall’industria mineraria e agricola. A farne le spese sono soprattutto i bambini sotto i 5 anni, per i quali malattie come la diarrea cronica sono la prima causa di mortalità nel paese. L’acqua, per chi vive in comunità isolate, è un bene così raro e prezioso che conviene comprare bibite gassate per dissetarsi. 

Foto di Davide Agati per WANE – We Are Nature Expedition

La foto fa parte di The Wild Line, la mostra fotografica di Davide Agati che racconta alcune delle storie raccolte in 22 mesi di reportage sul campo viaggiando dall’Alaska all’Argentina.

Tessere il futuro - Lago Atitlan, Guatemala 2023

Nelle comunità maya del Guatemala, il turismo comunitario si intreccia strettamente con l’arte della tessitura che diventa non solo una fonte di reddito, ma anche uno strumento di trasmissione culturale e identità collettiva. In molti villaggi, le visitatrici e i visitatori possono partecipare a laboratori di tessitura, conoscere il significato simbolico dei colori e dei motivi tradizionali e osservare il lavoro al telaio a cintura, una tecnica ancestrale tramandata di generazione in generazione. Questo tipo di turismo permette alle comunità di valorizzare il proprio patrimonio culturale senza dipendere esclusivamente dai grandi circuiti turistici. Le cooperative di donne tessitrici vendono direttamente i propri prodotti, organizzano esperienze culturali e reinvestono parte dei ricavi in progetti sociali, educativi o comunitari. In questo modo la tessitura diventa anche uno strumento di emancipazione economica femminile. Il turismo comunitario contribuisce inoltre a preservare tradizioni che rischierebbero di scomparire sotto la pressione della produzione industriale e dell’omologazione culturale.